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Di Paola Concia.

Un anno fa ci salutava Miriam Mafai, dicendo: “Ciao ragazzi e ragazze, vi saluto, ho fatto tutto quello che era nelle mie umane possibilità per rendere migliore questo paese, ho fatto quello che ho desiderato nella vita, sono stata una donna felice e libera, un esempio per tante e tanti, ho vissuto grandi passioni, momenti esaltanti e importanti della storia di questo paese, da protagonista, me ne vado tranquilla, almeno con la mia coscienza”.
È una mia supposizione naturalmente ma, forse, verosimile. Miriam è “morta da viva”, per questo mi è difficile scrivere di lei in modo triste e nostalgico, anche se nostalgia di lei ne ho tanta, tantissima.
Oggi verrà ricordata in bellissimo Convegno organizzato dall’Associazione fondata in suo nome dai suoi figli e da alcuni amici, di cui mi onoro di far parte.
Miriam mi ha lasciato tanti insegnamenti e qualcosa di prezioso: l’amicizia dei suoi figli e dei suoi partenti, Luciano, Sara, Elena, i suoi nipoti. Mi ha regalato con una generosità dolce, solida e ruvida la sua amicizia negli ultimi anni. Mi ha sostenuta, consigliata, giudicata sempre con grande, grandissima ironia. Ho preso alla lettera i suoi insegnamenti di libertà e di autonomia di pensiero. La tenace ricerca di un pensiero sempre laterale rispetto alle facili soluzioni date. Per lei erano valori “non negoziabili” la libertà e l’autonomia, solo quelli, sul resto c’era la vita.
Non posso non immaginare serate con lei a parlare della situazione politica attuale, della triste sceneggiata sulla elezione del Presidente della Repubblica. Lungi da me interpretare il suo pensiero, ma quello che mi permetto di dire è che avrebbe giudicato lo scenario come un teatro di “dilettanti allo sbaraglio”. Per lei la Politica era una seria, qualcosa di prezioso, imprenscindibile nel governo del bene pubblico, nella costruzione di una società migliore e di una idea di società. Come darle torto.
Avremmo molto riso, ma anche ci saremmo molto addolorate su quello che sta accadendo in questo paese. Avrebbe chiesto più coraggio a tutti noi, il coraggio che ha avuto lei e quelli che ci hanno regalato un paese libero. Mi avrebbe guardato con un sorriso e mi avrebbe detto: “Ma che devo pretendere da te che ti sei voluta sposare con una donna, brutta conservatrice”. Le avrei risposto “Dai Miriam, un po’, poco, è rivoluzionario”.
Grazie Miriam, per avermi regalato tanto, senza chiedermi niente in cambio, solo di coltivare la libertà.

Comments
  • manuel
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    bel servizio da provare, complimenti per il blog ;) Continuo a seguirvi, aspetto con ansia nuovi aggiornamenti!!

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